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Storie residenti: Rossella

Rossella Cuneo ha trent’anni, vive a Cagliari, e quando inizia a parlarci della sua vita è un fiume in piena. Si capisce subito che quella energia non le è stata regalata. Se l’è guadagnata.
Ha perso il padre e la nonna nello stesso anno. Due lutti che avrebbero potuto spezzarla, ma è stato solo un passaggio doloroso che non ha fermato il suo spirito. così. «Ho trovato la forza di reagire per loro», dice semplicemente, come se quella scelta — perché di scelta si tratta — fosse stata l’unica possibile. «Vanno avanti con me, mi guardano dall’altro, so che ci sono».
Rossella ha attraversato gli anni con una curiosità ostinata di fare e realizzare. Dagli studi al lavoro è un elenco di tappe concretizzare: il liceo tecnico commerciale, i viaggi Comenius in Estonia, i viaggi formativi a Roma, Berlino, Barcellona. Poi l’università, la laurea triennale in Beni Culturali durante la pandemia del 2020, la magistrale in Archeologia nel 2023. E nel mezzo di tutto questo, una scoperta su se stessa: che il movimento, il fare, lo stare con gli altri – non l’isolamento – è la sua forma di guarigione.
È in questo contesto che arriva l’inserimento tramite il Progetto PNRR Percorsi di Autonomia del Comune di Cagliari con la sua residenza gestita da Agape Sardegna. Inizia a vivere a Casa Fenice, da novembre 2025 fino a febbraio 2026. Quattro mesi di vita condivisa, di autonomia allenata giorno per giorno, in una cameretta come ponte per uscire nel mondo.
Svegliarsi, fare colazione, imparare a cucinare con il cuoco Mario, gestirsi con le assistenti Consuelo, Roberta, Rita. Vivere con Francesco, Cristina, Ale e il cane Woody. Guardare la tv insieme, scherzare, parlare di passioni, raccontare e raccontarsi
«Quel periodo in Casa Fenice, mi ha dato sicurezza in me stessa», racconta. «Condivisione, amicizia. Ho guadagnato qualcosa».
Quella “qualcosa” è difficile da descrivere in poche parole, ma Rossella ci prova: è la sensazione di essere accolta senza giudizio. Di avere uno spazio dove essere se stessa fino in fondo. È quella che prima di una lezione di teatro ha imitato Ozzy Osbourne davanti a tutti. È quella che nel gruppo di Casa Fenice «animava» le giornate. «Sono un’esperta di imitazioni», dice ridendo, con l’autoironia di chi sa prendersi sul serio senza prendersi troppo sul serio.
Ma Casa Fenice è anche il posto dove Rossella ha portato un interrogativo profondo: cosa vuol dire vivere in modo indipendente? Aveva già cominciato a farsela durante un Erasmus a Barcellona con Anfas, dove aveva studiato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. «Dobbiamo essere inclusi, vivere indipendenti ed essere inclusi nella società». Non è uno slogan, per lei. È una convinzione vissuta.
Parallelamente, Rossella è atleta. Dal 2023 fa parte dell’associazione sportiva Millesport, con allenamenti di danza sportiva e bowling ogni settimana Ha gareggiato ai giochi regionali di bowling — terza classificata, con un viaggio in Basilicata. Ha fatto la corsa con le ciaspole in Piemonte e in Abruzzo. Ha portato a casa medaglie d’argento e d’oro. «Non mi arrendo — me lo dico mentre mi alleno. Mai arrendersi, Rossella».
Fa anche teatro, da tempo. Con la Compagnia Ferai, interpreterà a giugno il Leone Codardo nel Mago di Oz. Quello che ha paura, ma trova il coraggio. «Anche qui trovo la forza di affrontare le cose». Non è una coincidenza, il personaggio che le hanno assegnato. O forse sì, ed è per questo che la fa ridere così tanto. Parla di Andrea Ibba Monni, il suo maestro, come «simpatico, gentile e ci aiuta. Che maestro sarebbe se non ci aiutasse? Il compito di un vero maestro è quello, anche quando ci sgrida. Se non ci corregge non è un buon maestro!».
Dal teatro ha preso un altro tassello di sicurezza: «Amicizia e maggiore capacità di rapportarmi con gli altri, mi fa evadere e trovare altre forze che ho dentro di me»
Adesso Rossella si prepara a un nuovo passo: un tirocinio al Ghetto degli Ebrei di Cagliari come addetta all’accoglienza per i turisti, attraverso il progetto Agorà di Aspal e il tutoraggio degli operatori Agape con il proseguo per Progetto PNRR del Comune di Cagliari. Due mesi, fino a giugno. Un ruolo pubblico, di contatto, di racconto,  esattamente quello che sa fare meglio.
Quando le chiediamo come si vede tra cinque anni, non esita: guida turistica, sempre più autonoma. La sua educatrice annuisce.
A chi sta attraversando una perdita, offre quello che ha imparato sulla propria pelle: «I traumi si superano. Bisogna avere carattere forte e positivo». E a chi non ha ancora provato un’esperienza come Casa Fenice ma ne sente necessità, dice: «Provatela. Troverete competenza, allegria, serenità, inclusione. Vi sentirete accolti. Senza giudizio».
La canzone che le piace di più, in questo momento, è Ovunque sarai di Irama. La ascolta e pensa al papà, alla nonna. Li immagina lì, da qualche parte, a guardarla.
Rossella cammina avanti senza paura. Loro la seguono.
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Il Progetto “Percorsi di Autonomia per persone con disabilità”, avviato ad Aprile 2025, è un’iniziativa del Comune di Cagliari, Assessorato alla Salute e Benessere delle cittadine e dei cittadini, realizzata nell’ambito dei finanziamenti PNRR – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 2 “Infrastrutture Sociali e marginalità Sociale”, Investimento 1.2, dedicati ai percorsi di autonomia per persone che si trovano in situazione di disabilità.

E’ un progetto pubblico in coprogettazione e cofinanziamento con la Cooperativa AGAPE.

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