NewsMondo AgapeNewsIn Agape il benessere aziendale conta: ecco la settimana cortissima

In Agape il benessere aziendale conta: ecco la settimana cortissima

Agape Sardegna prosegue il proprio percorso di innovazione organizzativa e benessere lavorativo. Durante la riunione interna di ieri è stato presentato il bilancio del quinto mese di sperimentazione della “settimana cortissima”, un modello che rappresenta l’evoluzione naturale del percorso iniziato il 1° novembre 2023 con la sperimentazione della settimana corta e proseguito ufficialmente dal 1° novembre 2025 con l’introduzione della settimana corta strutturata e della nuova fase sperimentale.

Il progetto nasce da una convinzione: migliorare la qualità della vita delle persone può contribuire anche a migliorare i risultati aziendali. L’obiettivo non è lavorare meno, ma lavorare meglio, con maggiore concentrazione, più responsabilità e una gestione più consapevole del tempo.

Il modello organizzativo adottato da Agape Sardegna prevede quattro giornate lavorative piene e un venerdì gestito in modalità flessibile e da remoto, limitato a circa tre ore operative quando necessario. Oltre alle 31 ore settimanali previste dal contratto, i lavoratori hanno infatti un range flessibile da 1 a 8 ore aggiuntive legate agli obiettivi e alle esigenze operative. In alcune settimane il lavoro si distribuisce su tutti i giorni, in altre si riesce a concentrare maggiormente il carico, lasciando più spazio personale.

La sperimentazione ha coinvolto tutta l’organizzazione su circa il 10% dei 100 dipendenti. Soltanto una minima parte ha incontrato iniziali difficoltà di adattamento al cambiamento. Un dato che conferma come flessibilità, fiducia e responsabilizzazione possano funzionare concretamente anche in realtà strutturate e complesse.

Nel corso dell’incontro sono stati condivisi anche dati e riflessioni sul rapporto tra benessere e produttività, elencati dalla Presidentessa Annalisa Mascia. Oggi l’89% delle aziende considera il benessere dei dipendenti un obiettivo strategico, mentre una minoranza continua a non ritenerlo centrale o lo affronta soltanto in modo parziale. Per Agape Sardegna il tema non riguarda soltanto l’organizzazione interna, ma soprattutto la coerenza tra valori dichiarati e pratiche quotidiane.

“C’è molta responsabilità, maturità, organizzazione e fiducia. Stare a contatto stretto permette il cambiamento con fiducia – afferma la presidentessa Annalisa Mascia – ho fiducia quando ci sono persone che ci mettono la faccia”.

I risultati emersi in questi mesi vanno in una direzione precisa: tempi di risposta più rapidi, meno errori, coordinamento efficace, maggiore organizzazione, nessuna criticità significativa nella gestione operativa e un buon funzionamento del lavoro da remoto del venerdì, utilizzato comunque con equilibrio rispetto alle giornate in presenza dal lunedì al giovedì. Parallelamente è stato registrato un miglioramento generale del clima interno, con meno stress nella gestione delle richieste e una motivazione più alta.

Anche la sostenibilità economica del modello viene considerata interessante. Resta però centrale un punto delicato: riuscire a gestire in maniera efficace il passaggio tra le 38 ore tradizionali e un’organizzazione più flessibile attorno alle 30-31 ore operative.

La filosofia alla base del progetto resta semplice ma profonda: “Stare bene e lavorare bene, tenendo coerenza tra comunicazione e azione”.

Nel corso della riunione sono emerse anche alcune domande chiave che accompagnano la sperimentazione: il nuovo sistema è davvero più efficiente rispetto al passato? Il lavoro da remoto del venerdì rischia di creare dispersione? I risultati di questi mesi sembrano però indicare una sensazione che si va via delineando: con organizzazione, fiducia e responsabilità condivisa, il cambiamento può produrre benefici concreti sia per le persone che per l’azienda.