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Dalla settimana corta alla settimana cortissima: bilanci e prospettive aziendali di Agape

È tempo di bilanci sulle nuove formule lavorative della Cooperativa Agape.
Bilanci che, a distanza di tre anni, confermano la bontà di una scelta coraggiosa e tutt’altro che scontata nel panorama del lavoro italiano.

Il 1° novembre 2022 Agape ha avviato la sperimentazione della settimana corta, ripensando in modo radicale l’organizzazione del lavoro. L’idea, ambiziosa fin dall’inizio, era quella di concentrare l’orario lavorativo nei giorni da lunedì a giovedì, andando oltre la scansione tradizionale della settimana, senza mai venire meno alla piena operatività delle strutture e dei servizi.

Alla partenza hanno aderito circa 20 dipendenti su 100. Un numero che racconta bene anche le inevitabili resistenze iniziali: la paura del cambiamento è sempre presente, soprattutto quando si toccano abitudini consolidate. Eppure Agape ha scelto di andare avanti, di osservare, di ascoltare e di misurare nel tempo gli effetti reali di questa trasformazione.

La sperimentazione è stata impostata su un arco di tre anni, proprio per consentire valutazioni lucide e non affrettate. Così, a novembre 2025, sono arrivati i primi bilanci. E i risultati parlano chiaro: tutti positivi. La produttività è cresciuta, confermando che una vocazione organizzativa attenta alle esigenze delle persone non è un limite, ma un fattore centrale di sviluppo.

Da qui una nuova evoluzione: il 2026 è l’anno della “settimana cortissima”, con un orario compreso tra 31 e 38 ore. Un passaggio che sposta definitivamente il focus dalla quantità alla qualità del lavoro. La domanda non è più “quanto lavori”, ma “come lavori”. Si lavora per obiettivi, valorizzando il tempo, le competenze e la responsabilità individuale, senza rinunciare al confronto continuo e alla verifica delle performance, strumenti fondamentali per calibrare le scelte e ascoltare le esigenze dei singoli.

Non ci sono dubbi: si tratta di un’altra decisione importante e delicata. Ma l’esperienza della settimana corta ha costruito una base solida di fiducia. Una fiducia che, come sottolinea il Presidente Annalisa Mascia, è insieme al rispetto uno degli elementi chiave: «Fiducia e rispetto sono necessari per poter ambire a cambiamenti significativi nella cultura del lavoro, ancora troppo spesso ancorata a sistemi di tanti anni fa».

Più tempo per la propria vita, per le necessità personali e familiari, e allo stesso tempo maggiore concentrazione e qualità nel lavoro quotidiano. Agape prosegue così un percorso di equilibrio mentale e organizzativo che non riguarda solo le strutture e i progetti, ma attraversa l’intera cultura interna della cooperativa.

Perché avere collaboratori e dipendenti più sereni, motivati e coinvolti significa, semplicemente, lavorare meglio.