NewsNewsstorie residentiSamuele, vent’anni e quella luce che l’ombra non deve coprire

Samuele, vent’anni e quella luce che l’ombra non deve coprire

Samuele ha vent’anni. Alla nostra chiacchierata ha un cappellino fucsia in testa. All’inizio è timido, introverso ma basta una parola per farlo accendere: MUSICA. Perchè quando parla di quest’arte potrebbe andare avanti per ore.

Lui ascolta, segue gli artisti sui social, pubblica storie e cerca di capire quello che c’è dietro una canzone. Un giorno vorrebbe fare proprio questo per lavoro: occuparsi di social media per una casa discografica e raccontare la musica.

A Casa Fenice è arrivato nel marzo del 2026. Prima c’erano stati la scuola media, l’alberghiero portato a termine senza particolare entusiasmo e soprattutto alcuni anni nei quali molte cose erano rimaste dentro.

«Alle medie sono stato bullizzato perché sembravo diverso. I professori non dicevano nulla.» Samuele racconta episodi di un’adolescenza nella quale è stato difficile parlare apertamente di ciò che sentiva. per molto tempo non è riuscito a raccontare quello che stava vivendo neppure in famiglia. «Non parlavo con nessuno. Soffrivo dentro e ho tenuto tutto dentro per tanti anni.»

A permettergli di trovare poco alla volta il coraggio di esprimersi è stata anche la musica. C’è una canzone alla quale è particolarmente legato, Piangi di Luke Official. «Mi ha aiutato tanto. Parla del piangere e del non nascondere quello che provi.» Quando l’assistente sociale gli ha parlato della possibilità di entrare nel progetto esperienziale residenziale di Casa Fenice, del Comune di Cagliari in compartecipazione con Agape, Samuele ha deciso di provare. Ha dovuto superare la timidezza e convincere anche la famiglia che quell’esperienza poteva essergli utile. «Avevo bisogno di diventare più autonomo, di essere aiutato e di conoscere altre persone.»

L’inizio ha richiesto un po’ di tempo. «Piano piano mi sono adattato.» Tra le persone incontrate cita subito Sonia, coordinatrice della struttura: «Mi ha sempre sostenuto, per me è un punto di riferimento». Oggi le giornate hanno assunto un ritmo normale: la sveglia, la colazione, la propria camera e poi le attività e le mansioni condivise. Con gli altri ragazzi il rapporto è buono, anche se vivere insieme significa inevitabilmente confrontarsi con abitudini diverse. «A volte qualcuno non fa le mansioni e gli operatori devono ricordargliele.» Anche Samuele partecipa alle pulizie e alla preparazione dei pasti. Cucinare non è la sua attività preferita, ma c’è una notevole eccezione: «Mi piace fare la carbonara. Quando la preparo mi fa stare bene e agli altri piace». Abbiamo capito che nelle nostre Residenze se c’è un piatto gradito è lei, la carbonara!

Dentro Casa Fenice ha trovato anche persone con cui condividere interessi e momenti più leggeri. Con Matteo, che abbiamo intervistato qualche settimana fa, parla soprattutto di musica, mentre con Luca scherza molto. Sono rapporti che gli stanno permettendo di affrontare una timidezza che per anni lo ha frenato: «L’esperienza a Casa Fenice mi sta insegnando a essere meno timido e a parlare con le persone».

La musica rimane comunque una presenza costante. Samuele segue e sostiene gli artisti che ama, cura una pagina social dedicata alla musica e si interessa soprattutto al significato delle canzoni. Frequenta un laboratorio di chitarra con Nicola e sta imparando a suonare, oltre a partecipare ad un corso di canto. Uscire, invece, continua a piacergli meno: «Spesso non ne ho voglia, sono abituato a stare a casa». Anche questo fa parte delle sue abitudini e del suo modo di essere.

Poi c’è la scrittura. A Samuele piacciono le fiabe, ma soprattutto quelle capaci di raccontare qualcosa di reale. Da una sua idea è nata così una storia della quale ha immaginato personaggi, trama e significato. Durante l’Open Day di Casa Fenice, insieme alla tutor Francesca, il lavoro è stato rivisto e sistemato fino a diventare un piccolo libro stampato, accompagnato anche da alcune fotografie. «Quando l’ho avuto tra le mani ho provato felicità e realizzazione. Quello che avevo messo io dentro quella storia potevo finalmente condividerlo con gli altri.» Il significato del racconto è molto vicino anche alla sua esperienza: se non riesci a trovare da solo la forza, puoi cercarla nella musica o nelle parole. Scrivere gli ha fatto bene e infatti sta già lavorando ad altre idee e ad altri personaggi.

Quando chiediamo cosa gli stia insegnando Casa Fenice, Samuele parla soprattutto delle persone. «Ho capito che siamo tutti uguali. Ognuno di noi ha problemi e difficoltà ed è una cosa normale. Non dobbiamo perdere la nostra luce perché l’ombra non deve vincere e non deve coprirla.» È un pensiero di un ragazzo che per molto tempo ha tenuto dentro ciò che provava e che adesso cerca invece un modo per raccontarlo.

Tra dieci anni si immagina autonomo e indipendente, con una famiglia e possibilmente con un lavoro costruito intorno alle sue passioni. «Vorrei fare il social media manager e lavorare nella musica.» Se invece dovesse scegliere pochi oggetti per raccontare chi è oggi, probabilmente ci sarebbero un EP di Luke Official, il libro della sua fiaba e una televisione, anche se precisa che preferisce film e storie romantiche ai programmi nei quali si urla e si discute continuamente.

Alla fine torna ancora alle emozioni. «Lo ripeto sempre: non cambiate mai per le altre persone, perché forse anche loro hanno problemi e difficoltà. Non bloccate le emozioni. Anche piangere va bene. Le emozioni sono bellissime e vanno vissute.»

Per Samuele, che per tanti anni ha fatto esattamente il contrario, riuscire oggi a dirlo agli altri racconta già parecchio della strada fatta. Anche questa è riabilitazione, la più bella.

_____________

IL PROGETTO “PERCORSI DI AUTONOMIA PER PERSONE CON DISABILITÀ”, AVVIATO AD APRILE 2025, È UN’INIZIATIVA DEL COMUNE DI CAGLIARI, ASSESSORATO ALLA SALUTE E BENESSERE DELLE CITTADINE E DEI CITTADINI, REALIZZATA NELL’AMBITO DEI FINANZIAMENTI PNRR – MISSIONE 5 “INCLUSIONE E COESIONE” COMPONENTE 2 “INFRASTRUTTURE SOCIALI E MARGINALITÀ SOCIALE” , INVESTIMENTO 1.2, DEDICATI AI PERCORSI DI AUTONOMIA PER PERSONE CHE SI TROVANO IN SITUAZIONE DI DISABILITÀ.

E’ un progetto pubblico in coprogettazione e cofinanziamento con la Cooperativa AGAPE.