Agape: la storia del logo che racconta anni di vita

Qualche giorno fa abbiamo festeggiato l’anniversario del logo di Agape, nato insieme alla cooperativa nel 2003 e registrato da 3 anni.
È uno di quei segni grafici che non sono stati pensati soltanto per rappresentare un’organizzazione, ma per raccontarne lo spirito. In oltre vent’anni ha subito piccoli interventi di aggiornamento grafico, necessari per restare al passo con i tempi, ma il suo significato è rimasto sempre lo stesso.
L’immagine centrale richiama un fiore che nasce in un terreno che, all’inizio, sembrava poco fertile. Una metafora che racconta bene la storia di Agape: un progetto nato quasi in punta di piedi e cresciuto grazie al lavoro, alla fiducia e alla capacità di costruire relazioni.
«Il logo nasce contestualmente alla cooperativa», racconta la presidente Annalisa Mascia. «Nel corso degli anni è stato leggermente ammorbidito nelle forme, seguendo anche l’evoluzione del linguaggio grafico. All’inizio era più squadrato, poi è diventato progressivamente più morbido, quasi a voler rappresentare meglio il senso della vita e delle relazioni che Agape porta con sé».
I colori scelti risalgono proprio alla prima fase della cooperativa. Richiamano un fiore composto da tre o quattro petali che si sviluppano attorno al nome Agape. Una forma che può essere interpretata in modi diversi: come petali oppure come piccoli cuori, segni di un’idea di cura e di accoglienza che negli anni è diventata parte dell’identità della cooperativa.
Un passaggio importante nella storia del logo arriva durante il periodo del Covid. In un momento segnato dalla paura e dall’incertezza, Agape continua a lavorare attraverso le sue residenze, che diventano un punto di riferimento per molte persone fragili.
«Durante la pandemia ci siamo accorti che il logo di Agape rappresentava ormai qualcosa che superava la diffidenza», spiega. «Le nostre residenze hanno continuato a funzionare quando tutto sembrava fermarsi. Sono diventate un luogo di respiro e di sicurezza, e questo ha rafforzato molto la fiducia del territorio nei nostri confronti».
Proprio da quell’esperienza nasce l’idea di registrare il marchio Residenze Agape. Il servizio residenziale diventa infatti uno dei pilastri dell’attività della cooperativa, quasi un simbolo: la casa come luogo di protezione, accoglienza e stabilità.
Il percorso di registrazione prende avvio a livello nazionale e, grazie anche ai risultati ottenuti dalla cooperativa e alla qualità dei progetti realizzati negli anni, compie un passo ulteriore. Un importante studio legale di Milano decide di sostenere il percorso, credendo fin da subito nella solidità del progetto e nella validità delle attività sviluppate da Agape.
Il marchio viene quindi analizzato e supportato anche alla luce dei risultati raggiunti non solo in Italia ma anche nel contesto europeo, attraverso progetti e collaborazioni con istituzioni pubbliche.
Il percorso si conclude il 24 febbraio 2023, con la registrazione del marchio a livello europeo.
«Il nome Residenze Agape nasce in modo naturale», conclude Annalisa Mascia. «Per noi la casa è diventata il cuore di tutto. In quel periodo difficile abbiamo capito che la casa non è soltanto un servizio, ma un simbolo. È il luogo che protegge, che accoglie, che dà stabilità quando tutto il resto sembra crollare».
Dietro il marchio c’è una storia. Alla decisione di registrarlo hanno contribuito tutti i soci della cooperativa, condividendo un sogno che nel tempo è diventato un progetto.
Un logo, dunque, che racconta persone, fiducia e comunità.