Ci sono persone che raccontano la disabilità come un muro: non è il caso di Alessandro Pretta, 28 anni, che la racconta invece come un percorso di trasformazione. Non con retorica o frasi motivazionali costruite, ma con una lucidità che nasce dall’esperienza diretta, dalle cadute e dalla necessità di rialzarsi ogni volta.
Alessandro è non vedente dalla nascita a causa di un errore medico legato a un parto prematuro. Ma la prima cosa che tiene a precisare è il modo in cui vuole essere definito. «Preferisco che mi chiamino cieco. “Non vedente” implica una negazione, preferisco chiamare le cose con il loro nome.»
Sorride spesso mentre racconta la sua storia, non perché la sua vita sia stata semplice, ma perché ha imparato a leggere le difficoltà in un altro modo, trovando da solo delle strade possibili. «Quello che ho vissuto, la disabilità e le varie sfide, sono stati ostacoli per andare più forte.»
Oggi Alessandro lavora come mental coach. Aiuta persone fragili, accompagna percorsi di crescita personale e si occupa di comunicazione non violenta, PNL e sviluppo delle capacità personali. Ma il suo percorso parte da molto lontano, da una mamma che gli ha insegnato ad affrontare la vita senza nascondersi. «Lei è stata centrale, mi ha insegnato una cosa: quando cadi, perché prima o poi cadi, poi ti rialzi.»
Alessandro è cresciuto a Monserrato, frequentando la scuola elementare Paluna. Ricorda un’infanzia molto più libera e naturale di quanto molti possano immaginare. «I bambini sono maestri, perché per loro la differenza non è un problema.» Alle elementari, insieme alla sua insegnante di sostegno cieca, aveva persino insegnato il Braille alla classe. Poi c’erano i giochi, il nascondino, il calcio, la palestra. «A quell’età era tutto molto più semplice: poche domande, molte cose da fare.»
Con il tempo sono arrivate anche le difficoltà sociali, soprattutto durante l’adolescenza. «I miei coetanei iniziavano a uscire e io venivo visto come un peso, però ho trovato conforto almeno nelle persone più grandi.» Eppure Alessandro ha sempre cercato spazi in cui mettersi in gioco. Ha giocato anche a baseball per ciechi con i Tigers di Cagliari, vivendo lo sport come occasione di autonomia e relazione. Ha iniziato anche percorsi di studio importanti.
Per qualche anno ha studiato pianoforte al Conservatorio di Cagliari. La musica è rimasta un rifugio interiore, «un modo per entrare dentro me stesso», ma ha dovuto abbandonare per dedicarsi al liceo. Ama il cantautorato italiano, Fabrizio De André, ma guarda con curiosità anche alla musica urbana contemporanea. «Molti la considerano superficiale, ma spesso esprime bisogni profondi.»
Il periodo delle superiori è stato invece più duro. La separazione dei genitori, il senso di esclusione, alcune incomprensioni scolastiche. «Una docente mi vedeva come un problema nella sua classe. Mi sentivo giudicato.»
Dopo il diploma ha iniziato l’università, passando da Scienze Politiche a Filosofia. Ma anche qui si è scontrato con limiti strutturali. «Per i non vedenti ancora oggi non esiste un sistema davvero accessibile per i libri digitali. Devi arrangiarti.»
Uno dei momenti più delicati della sua vita arriva nel 2024, con la perdita della madre. Alessandro racconta quel periodo come un tempo di forte solitudine e necessità di nuovi stimoli. Ed è proprio in quella fase che entra nel percorso di
Agape Sardegna, grazie ai progetti dedicati all’autonomia personale e alle esperienze di cohousing presso
Casa Fenice del Comune di Cagliari, aperta con i fondi del PNRR.
«Mi sono sentito accolto, ma soprattutto utile.» Non soltanto supportato in un percorso di riabilitazione, ma coinvolto attivamente nelle attività con altre persone fragili. «Ho capito che potevo essere una risorsa per gli altri.»
Durante il percorso conclude anche la formazione da mental coach e inizia a mettere le proprie competenze a disposizione degli ospiti e degli operatori. «Facevamo attività insieme, cucinavamo, parlavamo. Si è creato un rapporto profondo.»
Per Alessandro quell’esperienza non è stata solo assistenza o inclusione sociale. «È stata la conferma di una missione.» Ma anche un periodo di rigenerante distanza dalla famiglia, che ha permesso poi di riabbracciarla e rafforzare il legame.
Oggi Alessandro lavora per costruire una propria attività professionale nel coaching e nella crescita personale. Utilizza i social per raccontarsi, incontra persone, segue alcuni percorsi gratuitamente e continua a studiare. Ha una visione della vita profonda e spirituale: prega, ma soprattutto sente di aver costruito un rapporto autentico con Dio e di sentirsi portato, dalla fede, a compiere gesti concreti per gli altri, come telefonare a un amico o rendersi utile per il padre e il fratello.
Tra i suoi libri preferiti c’è la Bibbia, «più che un libro, una biblioteca», ma cita anche L’arte di amare di Erich Fromm, Atomic Habits di James Clear, Antifragile, scritto da Nassim Nicholas Taleb.e Inner Game of Tennis di Timothy Gallwey, che parla della battaglia interiore.
Accanto a lui c’è sempre Woody, il cane guida che lo accompagna nella vita quotidiana. Ha quasi cinque anni ed è stato addestrato dalla Scuola Cani Guida Lions di Limbiate. «È stato ed è un amico.» La formazione è stata lunga ed è passata anche per un periodo di affiatamento, necessario per riuscire a trovare l’intesa.
Alessandro parla spesso di responsabilità personale, ma senza trasformarla in una colpa individuale. «Molte persone hanno enormi risorse, ma vivono dentro pensieri che le annullano. Ogni essere umano ha possibilità spesso inespresse, soprattutto quando trova qualcuno capace di ascoltare. Le guerre, prima di tutto, sono dentro di noi.»
E quando gli si chiede quale messaggio vorrebbe lasciare agli altri, risponde senza esitazione: «Tu sei la differenza che fa la differenza.»
—
Il Progetto “Percorsi di Autonomia per persone con disabilità”, avviato ad Aprile 2025, è un’iniziativa del Comune di Cagliari, Assessorato alla Salute e Benessere delle cittadine e dei cittadini, realizzata nell’ambito dei finanziamenti PNRR – Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 2 “Infrastrutture Sociali e marginalità Sociale”, Investimento 1.2, dedicati ai percorsi di autonomia per persone che si trovano in situazione di disabilità.
E’ un progetto pubblico in coprogettazione e cofinanziamento con la Cooperativa AGAPE.
#PERCORSIDIAUTONOMIA #CasaFenice #comunedicagliari #cagliari #Inclusionesociale #inclusionelavorativa #Inclusioneecura #PNRR #finanziamentiPNRR